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Newsletter n.8 Marzo 2026

Newsletter n.8 Marzo 2026

Newsletter

KEYNOTE - Verso il Passaporto Digitale di Prodotto: pubblicate nuove linee guida per la raccolta dati di tracciabilità e sostenibilità lungo la filiera

Pubblicate dal CEN lo scorso ottobre 2025 all’interno del documento di pre-standardizzazione CEN CWA 18291: 2025 (TRICK - Guidelines on data collection from Textile supply chains for the Digital Product Passport), le nuove linee guida a supporto delle aziende delle filiere del settore fashion rappresentano un importante modello tecnico per le aziende nell’adeguamento ai futuri obblighi normativi, tra cui il Passaporto Digitale di Prodotto.

Le linee guida sono state elaborate da un team internazionale coordinato da ENEA, con il supporto dell’Ente di Normazione Italiano, UNI, a partire dai risultati di progetti europei come il progetto TRICK, che ha sviluppato una piattaforma di tracciabilità a supporto dell’economia circolare, il progetto CISUTAC, focalizzato sulla gestione ottimizzata dei rifiuti post-consumo, e il progetto PESCO-UP, dedicato al riciclo di tessuti misti (cotone/poliestere). Le linee guida sono basate quindi su risultati validati su casi industriali reali, da cui sono stati tratti workflow reali di filiere tessili, esempi di processi, ruoli ed eventi, diagrammi ed evidenze, casi d’uso su circolarità e riciclo.

Il documento CEN CWA TRICK può essere definito un documento tecnico innovativo per diversi motivi. In sintesi, porta nel settore tessile - tradizionalmente poco digitalizzato e con filiere complesse - soluzioni e modelli dati che prima non erano standardizzati né facilmente accessibili alle aziende, soprattutto alle PMI.

Il focus del documento è sui dati e sui processi di collaborazione lungo tutta la catena di fornitura. Viene proposta una metodologia in sei fasi, a supporto della implementazione di un sistema di tracciabilità all’interno della filiera che, unendo il tema della tracciabilità e della sostenibilità, si preoccupi di raccogliere dati su origine delle materie prime, processi di trasformazione, consumi energetici e idrici sostanze chimiche utilizzate, impatti ambientali, aspetti etici e sociali. Le sei fasi della metodologia prevedono:

  • La definizione degli obiettivi e del valore legale dei dati desiderato
  • L’analisi dell’'as-is' della catena
  • La costruzione del sistema di tracciabilità
  • La raccolta dei dati di sostenibilità
  • La descrizione dei processi collaborativi di scambio dati
  • La definizione di un modello dati standardizzato.

Viene fornito un approccio alla raccolta dati olistico e standardizzato che consente alle imprese di produrre informazioni coerenti e affidabili, riducendo i costi di integrazione fra sistemi differenti e offrendo un base informativa solida nel caso di controlli o verifiche documentali da parte di autorità come le dogane.

In particolare, il CWA non si limita a tracciare solo gli eventi della supply chain, ma integra:

  • dati di tracciabilità tecnica (movimenti, trasformazioni, lotti)
  • dati di sostenibilità (PEF, consumi energetici, emissioni, rifiuti)
  • dati economici e sociali (certificazioni, processi, responsabilità)
fornendo così un modello unificato per la raccolta dei dati (tracciabilità + sostenibilità) che sia anche coerente, interoperabile e replicabile.

Il modello proposto dal CEN CWA si basa su standard già esistenti: l’approccio alla tracciabilità è costruito a partire da metodologie come quella sviluppata da UNECE per le filiere della moda trasparenti e sostenibili e da modelli come quello a eventi di GS1 EPCIS, oltre che dalla specifica settoriale CEN CWA eBIZ (16667). L’innovazione sta nel comporre questi standard in un framework unico, pensato per il tessile e pronto per scenari futuri come il DPP e il reporting ambientale. Più in dettaglio, le risorse fornite a corredo delle linee guida sono basate sulla specifica eBIZ, che durante il progetto europeo TRICK è stata aggiornata ed estesa per coprire i temi della tracciabilità e della sostenibilità, tra cui esempi concreti e utilizzabili di come i dati possano essere scambiati tra i vari attori della filiera.

Viene inoltre riservata particolare attenzione alla riservatezza dei dati e alla gestione granulare delle policy di disclosure dei dati, in modo da cercare di superare la reticenza delle aziende a condividere dati sensibili, problema critico all’interno della filiera tessile.

Le linee guida non impongono obblighi vincolanti, ma offrono un framework di riferimento: sono utili per aziende tessili, fornitori IT, esperti di sostenibilità e altri stakeholder per prepararsi ai futuri obblighi normativi, come quelli del Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) regolato dal Regolamento ESPR. Infatti, pur non entrando nel merito della definizione del contenuto del DPP (che sarà definito dai delegated acts -si spera- nel 2027), il documento identifica quali dati devono essere raccolti per essere pronti a fornire le dichiarazioni richieste dal DPP e dalle altre normative che stanno incombendo sul settore (CSDDD, CSRD, etc.) nonché dai metodi di quantificazione degli impatti (come PEF), proponendo semantiche comuni e strumenti e risorse pronte all’uso a supporto dell’interoperabilità con lo scopo di ridurre costi e duplicazioni.

La definizione operativa del DPP che sarà stabilita nei prossimi atti delegati determinerà il livello di dettaglio del passaporto (modello, lotto o singolo articolo) e un insieme di indicatori con differenti livelli di obbligatorietà. Tuttavia, anche se il DPP non includerà l’intera storia di tracciabilità di ogni lotto di produzione, l’assenza di un sistema di tracciabilità solido renderebbe le informazioni del passaporto difficilmente verificabili e, di conseguenza, poco efficaci dal punto di vista normativo.

Questo il valore aggiunto del nuovo CEN CWA: le linee guida forniscono procedure applicabili per adattarsi ai futuri requisiti ESPR/DPP, permettendo alle aziende di prefigurare come organizzare i dati in vista degli obblighi futuri, fornendo un modello standardizzato pubblico che permetta loro di ridurre i costi di integrazione e di adeguamento dei propri sistemi informativi rendendo la tracciabilità accessibile anche alle aziende più piccole. Viene in questo modo promossa una maggiore trasparenza della filiera, stimolando una maggiore digitalizzazione e supportando le collaborazioni.

E’ possibile scaricare il CEN CWA TRICK direttamente dal sito del CEN a questo link

Informazioni, riferimenti e risorse relative alla specifica eBIZ sono disponibili al sito https://www.ebiz.enea.it/.

La nuova versione draft di eBIZ proposta dal progetto TRICK alla base del CWA è raggiungibile a questo link

Una panoramica del CEN CWA 18291 TRICK è disponibile a questo link.

ESPR, Atto delegato del tessile più vicino: pubblicato il terzo studio preparatorio del JRC

Il JRC (Joint Research Center), infrastruttura di ricerca a supporto dell’Unione Europea, ha presentato il draft del terzo documento dello studio preparatorio all’attuazione della normativa ESPR (Regolamento sulla Progettazione Ecocompatibile per i Prodotti Sostenibili).

L’ESPR prevede, a partire dal settore dell’abbigliamento, l’introduzione per tutti i prodotti immessi sul mercato EU di obblighi di performance di sostenibilità e di obblighi informativi verso consumatori, autorità e attori della filiera. È importante ricordare che gli obblighi effettivi per ESPR e DPP per il settore dell’abbigliamento saranno stabiliti solo con un apposito atto delegato, atteso per il 2027, e che saranno sostanziati nel futuro Passaporto Digitale di Prodotto (DPP).

Il JRC realizzerà quattro report (siamo al terzo) con il compito di fornire la base tecnica per le valutazioni alla base delle decisioni che dovrà prendere l’Unione Europea (Parlamento e Commissione). Il primo report (febbraio 2024) ha delineato il quadro di riferimento, delimitato il campo di indagine e documentato i criteri Ecolabel e Green Public Procurement; il secondo (novembre 2024) ha analizzato tecnologie, framework e i gap nei dati del modello ambientale ed economico adottato, oltre a uno studio sulle cosiddette le 'sostanze preoccupanti' (Substances Of Concern), cioè quelle sostanze che possono avere effetti sulla salute delle persone e sull’ambiente e che sono oggetto di attenzione.

Il terzo report, pubblicato a dicembre 2025 e presentato in un webinar di due giorni, definisce casi di riferimento (tecnologie e prodotti in primis) e scenari relativi a diverse opzioni che possono essere perseguite nell’attuazione dell’ESPR nel settore dell’abbigliamento, valutandone impatti e benefici anche in funzione delle BAT (Best Available Technologies) e delle BNAT (Best Not Available Technologies, tecnologie prossime ma non ancora disponibili).

Per brevità riportiamo solo le quattro tipologie di intervento considerate:

  • Miglioramento della durabilità nel tempo del prodotto (in realtà ci si basa sulla robustezza del capo, ISO 16322-3, 3759 e 15487; si veda il testo per meglio comprendere le problematiche connesse)
  • Miglioramento della riciclabilità del prodotto
  • Aumento del contenuto riciclato nel prodotto
  • Riduzione dell’impronta ambientale della manifattura (solo impronta di carbonio oppure tutte le impronte ambientali - come PEF -), escludendo la produzione di fibre (anche in questo caso è utile leggere le motivazioni della scelta).

Lo studio individua tre tipologie di prodotti di riferimento (denim, maglia e altri tessuti), su cui si è proceduto a valutare in modo quantitativo gli impatti dei diversi scenari, e propone un sistema di punteggi simile alle classi energetiche di elettrodomestici ed edifici per rendere comprensibili ai consumatori dati altrimenti complessi. A integrazione dello studio è stato pubblicato un documento excel che riporta tutte le grandezze e i parametri utilizzati nelle metodologie LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Costing) utilizzate per le stime degli impatti.

Lo studio evidenzia anche diverse criticità connesse ai diversi scenari, spesso legate all’assenza di informazioni complete o alla difficoltà della loro raccolta.

Il JRC ha infine ribadito l’invito a fornire commenti e informazioni aggiuntive (scadenza 23 marzo 2026)

Tutti i documenti, incluse le slide del recente webinar del 14 e 15 gennaio 2026, li trovate qui (sezione Documents)

Una sintesi dettagliata dei contenuti del terzo report la trovate in questi due articoli:
Ecodesign, verso l’atto delegato tessile: tutte le novità e i requisiti in cantiere
Ecodesign tessile, nuove etichette e requisiti informativi al vaglio

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Standard e DPP: attività e ruolo del comitato CEN/CENELEC JTC 24 'Digital Product Passport'

La messa in opera delle indicazioni contenute nel regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), di cui il Digital Product Passport (DPP) è forse la più nota, richiede un complesso di attività di individuazione e/o costruzione di regolamenti e standard.

Come è noto c’è una attività specifica di settore per definire obblighi di performance e obblighi di informazione sul prodotto, attualmente condotta dal Joint Research Centre (JRC), servizio della Commissione Europea per la scienza e la conoscenza; ma accanto ad essa c’è l’attività trasversale a tutti i settori industriali per la definizione della infrastruttura IT e delle procedure di gestione dei passaporti di prodotto.

La definizione degli standard IT necessari al DPP è stata delegata agli enti di standardizzazione europei coordinati dal CEN, in particolare al comitato CEN/CENELEC JTC 24 'Digital Product Passport' che ha l’obiettivo di definire 8 standard di riferimento:

  1. Identificatori univoci (EN 18219)
  2. Supporti dati (data carrier) e collegamenti tra prodotto fisico e rappresentazione digitale (EN 18220)
  3. Gestione dei diritti di accesso e sicurezza delle informazioni (EN 18239)
  4. Interoperabilità dei sistemi (tecnica, semantica, organizzativa) (EN 18223)
  5. Protocolli di scambio dati (EN 18216)
  6. Archiviazione, memorizzazione e persistenza dei dati (EN 18221)
  7. Autenticazione, affidabilità e integrità dei dati (EN 18246)
  8. 8. Interfacce di programmazione delle applicazioni (API) per la gestione del ciclo di vita del passaporto del prodotto e la ricercabilità (EN 18222)

Una prima versione di questi documenti è stata resa pubblica tra luglio e settembre 2025 per commenti e attualmente è in corso il processo di revisione e approvazione della versione finale di queste norme europee che dovrebbe terminare ragionevolmente entro la prima metà del 2026.

Due concetti sono importanti da sottolineare:

  • questi standard sono un insieme da cui si sceglieranno negli atti delegati le indicazioni più appropriate per ciascun settore (ad esempio i data carrier da utilizzare per associare il passaporto al prodotto fisico)
  • questi standard non contengono alcun riferimento o semantica sui dati nel DPP o di tipo settoriale; questi dovranno essere specificati in seguito, probabilmente nell’atto delegato di settore o in altre successive decisioni.

Queste specifiche sono importanti soprattutto per chi intende dare servizio sul DPP o implementarne la infrastruttura aziendale che si collocherà accanto al registro europeo centralizzato.

Sito web ufficiale

Presentazione delle attività del JTC 24

News

Presentazione del nuovo CEN CWA TRICK a stakeholder di settore

Il nuovo CEN CWA TRICK è stato presentato lo scorso 30 Ottobre 2025 al webinar 'DPP Standards & Data Carrier Technologies', organizzato dal DigitX Innovation Hub,che riunisce aziende tessili, enti di ricerca, brand e rivenditori con lo scopo di creare reti e collaborare sui temi chiave legati alla digitalizzazione del settore tessile.

Dettagli dell’evento in questo post LinkedIn

Il documento è stato inoltre presentato il 20 novembre scorso al gruppo tecnico del CEN CEN/TC 248/WG 39 - Circular Textiles Chain - Requirements and Categories, un importante occasione per illustrare le linee guida al gruppo tecnico del CEN che si occupa di standardizzazione nel campo dell’economia circolare nel tessile. Uno degli obiettivi del CWA è stato proprio quello di mettere a sistema e di rendere disponibili tutta una serie di risultati di progetti europei con un approccio standardizzato.


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